Consulenza


Attività di consulenza alle imprese


Biomedix assiste ed affianca l’impresa proponendo un servizio di consulenza caratterizzato dall’analisi della struttura aziendale nelle sue componenti organizzative, gestionali e produttive e permette a piccole, medie, grandi imprese di attuare interventi e metodologie operative per una crescita dell’azienda nel settore in cui opera.

Gli interventi sono preceduti da analisi e check-up che definiscono il percorso consulenziale (da costruire su misura) , i tempi ed i costi dell’intervento. Nella fase check-up sarà valutata la possibilità di accedere a finanziamenti che possono coprire tutto o in parte il costo dell’intervento. Biomedix offre alla sua clientela un supporto ed una consulenza professionale nei seguenti settori: Progettazione, Realizzazione ed assistenza: Sistemi di gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001

Caratteristiche principali 
Questo standard è applicato ai processi dell’organizzazione che hanno un impatto sulla qualità e pone l’accento sul miglioramento continuo e sulla soddisfazione del cliente.

I principali argomenti affrontati da questo standard sono:
- sistema di gestione della qualità
- gestione della responsabilità
- gestione delle risorse
- produzione
- misurazione
- analisi e miglioramento


Certificazioni BRC e IFS settore alimentare


Lo standard globale BRC per la sicurezza agroalimentare risponde ai criteri stabiliti dalla Global Food Safety Initiative del CIES – The Food Business Forum, l’organizzazione internazionale a cui partecipano CEO e alti dirigenti di quasi 400 fra retailer (con quasi 200mila punti vendita) e produttori di ogni dimensione. Si tratta di uno standard accettato dalla maggioranza dei retailer di prodotti agroalimentari, alla stessa stregua di altri standard del settore quali IFS, SQF e Dutch HACCP.

I requisiti che richiede fanno riferimento ai sistemi di gestione qualità, alla metodologia HACCP, ad un insieme di requisiti GMP (Good Manufacturing Practice), GLP (Good Laboratory Practice) e GHP (Good Hygiene Practice).

I vantaggi dello standard per la Grande Distribuzione

Più importanti operatori della distribuzione e le maggiori industrie europee del settore spesso impongono ai loro fornitori l’obbligo della certificazione BRC.
Questo standard offre alle aziende l’opportunità di:
- comunicare il proprio impegno sulla sicurezza e, in caso di incidente, limitare le possibili conseguenze di carattere legale, dimostrando di avere preso tutte le misure ragionevoli per evitarlo;
- costruire e rendere operativo un sistema di gestione per controllare che siano rispettati i vincoli di qualità, sicurezza e conformità legale che regolano il settore alimentare, con riferimento specifico alle leggi in vigore nei Paesi di destinazione dei prodotti finiti;
- disporre di uno strumento per migliorare la gestione della sicurezza alimentare, attraverso il controllo e il monitoraggio dei fattori critici;
- ridurre l’incidenza di sprechi, rilavorazioni e richiami di prodotti.

La certificazione secondo lo standard globale BRC per la sicurezza agroalimentare favorisce anche la gestione efficiente della supply chain, riducendo la necessità di auditing esterno e accrescendo l’affidabilità complessiva delle catena di fornitura.

Lo standard ISO 22000 consente di armonizzare i sistemi di gestione della sicurezza agroalimentare basati sulle specifiche HACCP. Poichè si applica al sistema di gestione, questo standard è applicabile solamente alla supply chain dei retailer con particolare riguardo alla “due diligence”. Per questo, è stato definito un nuovo schema di certificazione, FSSC 22000, che unisce l’approccio specifico dei sistemi di gestione, la metodologia HACCP e guideline PRP dettagliate.

Cos’è lo schema di certificazione FSSC 22000 La GFSI (Global Food Safety Initiative), il più autorevole gruppo di interesse che riunisce le aziende agroalimentari, ha definito un set di criteri ampiamente riconosciuto per definire gli schemi di certificazione per la sicurezza agroalimentare applicabili all’intero settore. Sulla base di questi criteri è stata condotta una GAP analysis sullo standard ISO 22000 per confrontarlo con le specifiche GFSI. Il programma FSSC 22000 considera le indicazioni emerse da questa analisi e diventa il quinto schema di certificazione approvato dalla Global Food Safety Initiative dopo i programmi BRC, IFS, SQF 2000 e Dutch HACCP.

I vantaggi della certificazione FSSC 22000 
Lo schema di certificazione FSSC 22000 è la sintesi efficace di tre approcci:
- un potente quadro di riferimento per il sistema di gestione specifico, integrato nel sistema di gestione generale dell’azienda e conforme ad altri standard come ISO 9001 e ISO 14001;
- un’efficace metodologia di identificazione dei pericoli (hazard analysis) e gestione dei rischi basata sui principi HACCP, in grado di ottimizzare efficienza ed efficacia nell’ambito della sicurezza agroalimentare;
- una guida dettagliata dei prerequisiti di programma, come richiesto dalla sezione ISO 22000 § 7.2 e per rispondere alle esigenze specifiche dei retailer relativamente alla due diligence e alle problematiche correlate.


Rintracciabilità di Filiera


La ISO 22005, standard per la rintracciabilità nell’ambito della filiera agroalimentare e di quella per la produzione di mangimi, fornisce i principi generali e i requisiti di base per la progettazione e la realizzazione dei sistemi di controllo.

I vantaggi della rintracciabilità di filiera
La certificazione di rintracciabilità della filiera agroalimentare rende i processi aziendali maggiormente trasparenti e affidabili e consente di costruire fiducia presso i consumatori.

  Gli standard forniscono un quadro di riferimento per la costruzione di un sistema di rintracciabilità flessibile ed efficace, con molteplici scopi quali:
- supportare gli obiettivi generali di qualità o sicurezza del settore agroalimentare;
- documentare la storia o la provenienza del prodotto;
- facilitare il ritiro/richiamo dei prodotti dal mercato;
- identificare le parti responsabili all’interno della filiera agroalimentare o della produzione di mangimi;
- facilitare la verifica di informazioni specifiche riguardo ai prodotti;
- comunicare informazioni a stakeholder e consumatori.
Certificazione GLOBAL GAP Il Protocollo GlobalGAP, voluto ormai da quasi un decennio da un lungimirante gruppo di operatori della Distribuzione Organizzata e rappresentanti di gruppi di produttori europei (Euro Retailer and Produce Working Group, da cui il nome Eurep-GAP cui eravamo abituati sino a pochi mesi fa), è una risposta a carattere volontario che intende stabilire regole comuni applicabili da qualsiasi fornitore di ortofrutta della Moderna Distribuzione. GlobalGAP si è imposto quale elemento chiave di riferimento per l’applicazione delle Buone Pratiche Agricole (le Good Agriculture Practices, appunto) sul mercato globale, trasferendo e interpretando le richieste dei consumatori in requisiti per la produzione agricola.

I contenuti della norma e le principali novità La norma risponde alle più comuni richieste dei mercati e dei consumatori, sempre più attenti ad aspetti specifici fino a qualche tempo fa non considerati. Gli elementi principali sviluppati da GlobalGAP sono riassumibili nelle seguenti tematiche: - Salute, sicurezza e welfare dei lavoratori;
- Tutela e conservazione dell’ambiente;
- Gestione dei rifiuti e residui aziendali e loro riutilizzo;
- Tracciabilità;
- Gestione consapevole degli OGM e del materiale di propagazione;
- Gestione del suolo e della fertilizzazione;
- Gestione delle risorse idriche e irrigazione;
- Difesa integrata delle colture e corretto utilizzo dei fitofarmaci;
- Gestione della raccolta e manipolazione dei prodotti in condizioni controllate di igiene e qualità.

  Le principali novità introdotte con la revisione 3 del marzo 2007, sono rappresentate innanzitutto dalla nuova struttura della norma. Questa è infatti suddivisa, per il settore ortofrutta fresca, in tre sezioni principali:
AF – All Farm, che comprende i requisiti applicabili a tutte le tipologie aziendali;
CB – Crop Base, per le aziende di produzione vegetale;
FV – Fruit and Vegetable, comprendente i requisiti specifici per l’ortofrutta.

L’attenzione è, infatti, rivolta alla conoscenza specifica delle tecniche di difesa adottate, ai metodi preventivi, alle attività di monitoraggio in campo ed alle modalità di intervento (“…favorendo il ricorso, per quanto possibile, a metodi non chimici”).

L’ultima novità interessante è relativa alla qualità ed al controllo dei prodotti, sia in campo che nei magazzini di confezionamento. I nuovi requisiti introducono un evidente interesse verso la verifica ed il mantenimento delle caratteristiche dei prodotti, anche attraverso il controllo delle temperature e delle condizioni di conservazione.

La certificazione GLOBAL GAP rappresenta, infine  un’opportunità importante per tutte quelle aziende che hanno imboccato decisamente la strada della qualità, essendo capaci di gestire le differenti richieste dei mercati .


Sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001 ed EMAS


È lo schema più riconosciuto ed utilizzato a livello mondiale per la valutazione dei Sistemi di Gestione Ambientale e  può essere  applicato a qualsiasi tipo di azienda, sia nel settore dei servizi sia in quello manifatturiero. La logica volontaristica della ISO 14001 lascia all’azienda piena libertà di scegliere i propri obiettivi di miglioramento, anche in funzione delle possibilità di investimento e del livello tecnologico dell’azienda stessa. Tuttavia ci sono alcuni presupposti imprescindibili, quali l’impegno del management  verso il rispetto degli standard sull’ambiente e il miglioramento continuo su questo fronte.

Un sistema di gestione ambientale (SGA) permette all’impresa di: - avere un approccio strutturato per definire gli obiettivi ambientali e per individuare gli strumenti necessari a raggiungerli;
- identificare i rischi ambientali e le opportunità di miglioramento per ridurre l’impatto  ambientale del proprio business;
- rispettare tutti i requisiti  previsti dalle leggi;
- avviare un processo di miglioramento continuo della performance ambientale;
- aumentare il vantaggio competitivo dell’impresa sul mercato, grazie alla crescita della sua reputazione di azienda impegnata nella sostenibilità.

L’obiettivo deve consistere nel creare un concetto di qualità integrato,che introduca il miglioramento delle attività aziendali anche negli ambiti della tutela di ambiente, sicurezza ed igiene del lavoro  attraverso:
- utilizzo potenziali di risparmio di energia e materie prime
- efficienza interna e motivazione degli addetti
- riduzione dei rischi di incidente
- maggiore certezza del diritto
- vantaggi competitivi e di immagine
- apertura di nuovi mercati

Se da un lato i “ vantaggi di tipo ambientale” come la riduzione degli impatti (ad es. rifiuti, fumi ) , la riduzione del rischio di incidenti e la maggiore certezza del rispetto della normativa ambientale, e quindi il minor rischio di contenziosi, possono essere immediati, spesso non si tiene conto che il risparmi di materie prime, di energie e la riduzione dei rifiuti hanno notevoli effetti positivi sui costi di fornitura e di smaltimento. Infine non possono essere dimenticati i vantaggi di tipo più “strategico”, sia verso l’esterno, come la migliore immagine verso il pubblico ed i clienti, le opportunità di mercato  e le agevolazione nell’accesso ai finanziamenti pubblici, che all’interno,  come la migliore efficienza e la motivazione e partecipazione dei dipendenti.

L’introduzione di un sistema di gestione ambientale all’interno di una azienda/ente mira a raggiungere diversi obiettivi e comporta indubbi vantaggi, sia in termini di immagine e di marketing, che in termini di costi gestionali:
- Assicura i clienti/utenti sull’impegno dell’azienda/ente per una efficace gestione ambientale
- Migliora l’immagine dell’azienda/ente
- Aumenta il valore di mercato dell’azienda
- Consente di accedere a finanziamente agevolati sia comunitari che del ministero dell’ambiente
- Permette una riduzione dell’aliquota IRAPda 3.90 a 3.53 per la ISO 14001 e dal 3.50 a 3.21 per la registrazione EMAS
- Facilita il dialogo con le associazioni di consumatori, gli utenti, i cittadini,le autorità
- Riduce gli “incident” che implicano conseguenze amministrative, civili e penali.
- Migliora efficienza ed il controllo dei “costi ambientali”
- Risparmia in fatto di materie prime ed energia
- Agevola l’ottenimento di permessi ed autorizzazioni

Agevola l’ottenimento di permessi ed autorizzazioni In generale, l’azienda/ ente che adotta un sistema di gestione aziendale certificato ISO 14001 acquista maggiore credibilità nell’impegno ambientale, instaura un clima collaborativo con le istituzioni, con i cittadini, viene considerata parte integrante della politica ambientale del territorio. Se le aziende considereranno l’adesione alla certificazione ambientale l’elemento di scelta dei propri fornitori al pari della qualità e del prezzo della fornitura, si creerà un circuito di aziende in grado di fornire  garanzie di eco- compatibilità e affidabilità .

Pubblicato per la prima volta nel 1993, il regolamento EMAS è stato rivisto dapprima nel 2001 e successivamente nel 2009. Esso si concentra particolarmente sulla comunicazione dell’impegno ambientale dell’impresa, attraverso la Dichiarazione Ambientale convalidata da una terza parte accreditata a livello nazionale. EMAS non esonera tuttavia l’organizzazione dalla responsabilità di adempiere a tutti gli obblighi previsti dalla legislazione cogente ed applicabile.
Per validare la conformità dell’organizzazione al Regolamento EMAS, è necessario che un ente terzo accreditato verifichi il sistema di gestione ambientale ed in particolare:
- che il sistema sia conforme alla legislazione cogente ambientale;
- che il sistema sia operativo ed efficiente;
- che sia redatta la Dichiarazione Ambientale secondo il Regolamento EMAS.

La Dichiarazione Ambientale è l’elemento chiave del percorso EMAS ed è uno degli strumenti più avanzati di cui dispongono le organizzazioni per comunicare le proprie prestazioni ambientali agli stakeholder.


Implementazione piani di autocontrollo


L’applicazione dell’HACCP nasce dall’esigenza di garantire la salubrità delle preparazioni alimentari tramite il controllo del processo produttivo in ogni sua fase, individuando i rischi che possono influire sulla sicurezza degli alimenti e attuando misure preventive per tenerli sotto controllo.
Obbligatorio per legge
Il piano di autocontrollo è un obbligo di legge. L’operatore del settore alimentare ha l’obbligo e la responsabilità di organizzare e attuare un sistema di autocontrollo nell’azienda in cui opera, attraverso le procedure descritte nel piano di autocontrollo HACCP, che devono essere periodicamente aggiornate.

Basi per l’elaborazione del piano HACCP I principi sui quali si basa l’elaborazione di un piano HACCP sono i seguenti:
1. analisi dei potenziali rischi per gli alimenti;
2. individuazione dei punti in cui possono verificarsi dei rischi per gli alimenti;
3. decisioni da adottare riguardo ai punti critici individuati, cioè quei punti che possono nuocere alla sicurezza dei prodotti;
4. individuazione e applicazione di procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici;
5. riesame periodico e in occasione di variazioni di ogni processo e della tipologia d’attività dell’analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza.